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lunedì 5 Agosto 2024
Rivista:
Mondo Terzo Settore, Seac,
Pubblicato il mansionario dei lavoratori sportivi dilettantistici: “in arrivo” il lavoro dei tesserati
In data 21 febbraio 2024 è stato pubblicato sul sito del Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri l'elenco delle mansioni rientranti tra quelle necessarie per lo svolgimento di attività sportiva ai sensi dell'art. 25, comma 1-ter del D.Lgs. 28 febbraio 2021 n. 36, sulla base dei regolamenti tecnici delle singole discipline sportive comunicate dalle FSN e dalle DSA, anche paralimpiche, al Dipartimento per lo Sport attraverso il CONI e il CIP. Il mansionario in oggetto è stato infatti pubblicato con il relativo decreto ministeriale (sottoscritto dal Ministro Abodi in data 26 gennaio 2024) rappresentando un primo elenco delle mansioni necessarie, oltre quelle già previste dalla legge , per lo svolgimento delle singole attività sportive nell'ambito delle diverse discipline riconducibili alle Federazioni Sportive Nazionali e Discipline Sportive Associate, anche paralimpiche, sulla base dei rispettivi regolamenti tecnici.
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Rivista:
Mondo Terzo Settore, Seac,
Il bilancio delle associazioni sportive dilettantistiche: gli schemi proposti da FNC/Cndcec
In mancanza di schemi imposti per legge e data l'eterogeneità dei bilanci e rendiconti in circolazione, con conseguenti difficoltà per gli operatori che si trovano a "maneggiare" tali prospetti redatti in "forma libera", il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e la Fondazione Nazionale Ricerca dei Commercialisti hanno elaborato dei format da utilizzare per la predisposizione dei bilanci e rendiconti annuali delle Associazioni sportive dilettantistiche. I modelli proposti, nati dall'evoluzione di quanto previsto dal DM 5.3.2020 per gli enti del Terzo settore, sono stati strutturati e articolati tenendo conto della specificità degli enti sportivi dilettantistici, soprattutto negli aspetti fiscali e per diversa natura (istituzionale e commerciale) delle attività svolte. Gli schemi, seppur con tutte le peculiarità proprie degli enti associativi privi degli scopi di lucro, tengono conto delle clausole generali, dei principi generali e dei criteri di valutazione di cui, rispettivamente, agli artt. 2423 e 2423-bis e 2426 del Codice civile e dei principi contabili nazionali.
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Rivista:
Cooperative e Enti Non Profit, Ipsoa - Wolters Kluver,
L’obbligo di bilancio e le semplificazioni per gli ETS minori
L’attività di rendicontazione degli ETS ha come scopo principale quello di informare i terzi sull’attività realizzata nell’adempimento della missione istituzionale e ha, come oggetto, le modalità attraverso le quali l’ente ha acquisito ed impiegato le risorse nello svolgimento di tali attività. L’art. 13 del D.Lgs. n. 117/2017 (CTS) prevede per tutti gliETSl’onere di redigere il bilancio di esercizio. Ai sensi del comma 1, per gli ETS non commerciali il bilancio deve essere composto dallo stato patrimoniale, dal rendiconto gestionale (con l’indicazione dei proventi e degli oneri) e dalla relazione di missione (che illustra le poste di bilancio, l’andamento economico e finanziario dell’ente e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie).
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Rivista:
Modulo24 Terzo Settore e Sport - Il Sole 24 ore,
Premio di addestramento e formazione tecnica,indennità di preparazione sportiva con fiscalitàdifferenziata
La riforma dello sport ha introdotto nell’ordinamento importanti novità aventi ad oggetto la normazione del lavoro sportivo, anche in ambito dilettantistico, la cessione dei contratti e la previsione di specifiche indennità in caso di stipula del primo contratto di lavoro sportivo a favore delle associazioni e società in cui l’atleta ha militato.
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Rivista:
Eutekne,
Schemi di bilancio per le associazioni sportive dilettantistiche
La Riforma dello Sport, concretizzatasi con i decreti legislativi 28.2.2021 n. 36, n. 37, n. 38, n. 39 e n. 40, ha trovato una progressiva attuazione a partire dal 2022. Molte sono le novità che interessano l’attività degli operatori e dei professionisti che “interagiscono” con le associazioni sportive dilettantistiche. In questa prospettiva non sono state tuttavia fornite, a differenza di quanto accaduto per il Terzo settore, specifiche indicazioni in merito agli “schemi di bilancio”.
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Rivista:
Eutekne,
Volontariato sportivo con regole variabili
Disparità di trattamento tra i volontari degli enti sportivi rispetto a quegli degli ETS. La disciplina sul volontariato negli enti sportivi è stata interessata da un recente aggiornamento avente ad oggetto, in particolare, la natura dei rimborsi spese, nonché i relativi limiti e gli aspetti procedurali. L’art. 3 comma 3 lett. b) del DL 71/2024 ha infatti introdotto la possibilità di erogare delle somme a titolo di rimborso forfetario, fino a oggi espressamente vietate, creando così un divario netto tra i volontari degli enti sportivi “puri” rispetto a quelli degli enti con la doppia qualifica (enti sportivi ETS).
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Rivista:
Eutekne,
Lavoro sportivo con limiti per il personale delle Forze armate
Il militare dovrà ottenere, prima di richiedere l’autorizzazione, il parere favorevole del Comandante di Corpo. La Riforma dello Sport e le novità in materia di lavoro sportivo previste dal D.Lgs. 36/2021 hanno interessato anche gli appartenenti alle Forze armate per quanto riguarda lo svolgimento delle loro attività sia nell’ambito dei gruppi sportivi militari sia in forma autonoma. L’art. 25 comma 1 del D.Lgs. 36/2021, infatti, ha perimetrato la figura del lavoratore sportivo individuandone presupposti, peculiarità e limiti. Tra gli elementi caratterizzanti la nuova fattispecie, che è differenziata dal volontariato, emerge l’elemento patrimoniale rappresentato dall’esercizio di una prestazione in cambio di un corrispettivo.
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Rivista:
Eutekne,
APS con devoluzione del patrimonio anche fuori dal Terzo settore
Le APS non trasmigrate nel RUNTS potranno mantenere integro il proprio patrimonio. L’art. 9 del D.Lgs. 117/2017 (CTS) prevede l’obbligo per gli enti del Terzo settore (ETS) di devolvere il proprio patrimonio residuo, in caso di estinzione o scioglimento, secondo le disposizioni statutarie ovvero dell’organo sociale competente e salva diversa destinazione imposta dalla legge, a favore di altri ETS o, in mancanza, alla Fondazione Italia sociale. La devoluzione dovrà avvenire, a pena di nullità, esclusivamente dopo aver ottenuto il nulla osta (“parere positivo”) dall’Ufficio del RUNTS territorialmente competente. La proposta in oggetto dovrà considerarsi accettata secondo il principio del silenzio-assenso qualora, decorsi 30 giorni dalla data di ricezione della richiesta inviata con raccomandata A/R o PEC al predetto Ufficio, questo non abbia negato la destinazione proposta.
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Rivista:
Eutekne,
Patrimonio residuo di enti sportivi dilettantistici da impiegare in attività sportive Se l’ente si avvale delle misure di decommercializzazione ai fini IRES/IVA, occorre il parere del Ministero del Lavoro
L’estinzione o lo scioglimento di un ente sportivo dilettantistico rappresenta il presupposto per l’obbligo della devoluzione del proprio patrimonio residuo a una o più associazioni e/o società sportive o, comunque, anche a favore di soggetti diversi purché sia impiegato nello svolgimento di attività sportive, non necessariamente dilettantistiche.
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Rivista:
Eutekne,
Associazioni sportive dilettantistiche iscritte al RUNTS con bilancio in formato ETS Restano i vincoli previsti dal Codice del Terzo settore
Gli enti sportivi dilettantistici (ESD) si possono costituire in forma associativa o societaria per lo svolgimento in via stabile e principale dell’organizzazione e gestione di attività sportive dilettantistiche, risultano affiliati ad almeno una Federazione sportiva nazionale (FSN), Disciplina sportiva associata (DSA) o Ente di promozione sportiva (ESP) e devono iscriversi al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (RASD). Ai sensi dell’art. 9 comma 1 del DLgs. 36/2021, accanto alle attività sportive istituzionali gli ESD possono svolgere “attività diverse”, purché in forma secondaria e strumentale nel rispetto di criteri e limiti da definirsi con uno specifico decreto.
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